01/07/2008
Poesia
Fabrizio De André - Verranno a chiederti del nostro amore
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
23:44
Scritto da : gio_si
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Libri consigliati
Gödel, Escher, Bach. Un'eterna ghirlanda brillante. Una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carroll di Hofstadter Douglas R
(recensione pubblicata per l'edizione del 1984)
recensione di Lolli, G., L'Indice 1984, n. 3
Sono passati cinquanta anni dal 1931, e il teorema di Gödel incomincia ora ad uscire dal limbo dei misteri gloriosi, o dolorosi, in cui era stato subito confinato. Matematici e filosofi d'accordo lo hanno esorcizzato avallandone un'interpretazione negativa: la fine del sogno leibniziano, e poi tardo ottocentesco, di catturare tutta la conoscenza umana in un linguaggio universale, un insieme fissato di simboli così aderente alla struttura del reale da poter essere usato per scoprire le verità, mentre la sua rigida sintassi sarebbe stata garanzia di salvaguardia dall'errore. Il clima intellettuale di oggi è sempre più favorevole a una considerazione positiva del lavoro di Gödel, grazie al fatto in particolare che delle macchine non si evocano solo più i fantasmi, ma si fanno i conti, quotidianamente, con i linguaggi e le prestazioni. Ne è un riflesso questo impegnativo, incredibile, unico, proteiforme libro di Hofstadter, difficile da catalogare, quasi impossibile da descrivere.
Il libro era stato concepito come esposizione del teorema di Gödel; infatti ritagliando i cap. I, V, VII, VIII, IX, XIII, XIV e XV si ottiene un corso introduttivo di logica, preciso e autosufficiente, finalizzato a quella dimostrazione: per ogni sistema formale in cui si rappresenti un minimo di aritmetica esiste un enunciato che non è dimostrabile, e la cui negazione neppure lo è, in quanto l'enunciato afferma, in una interpretazione insolita ma rigorosa, "io non sono dimostrabile". È la costruzione di questo enunciato autoreferenziale, più che la conclusione della incompletezza dei sistemi formali, che si presta a traboccare dalla matematica pura, per insediarsi nel cuore della realtà fisica e biologica. "La dimostrazione di Gödel, con la sua costruzione che richiede codici arbitrari, isomorfismi complessi, livelli alti e bassi di interpretazione, e con la sua capacità di autoriflettersi" (pag. 766) riassume un armamentario di concetti e di metodi che sono sentiti sempre più come indispensabili per affrontare lo studio della intelligenza e della vita. Così il libro, che doveva servire a confutare l'interpretazione antimacchinista del filosofo J.R. Lucas (cap. XV), è cresciuto nelle mani dell'autore fino a diventare una introduzione e un'appassionata, onesta discussione della possibilità della Intelligenza Artificiale (IA), di cui Hofstadter è valido studioso e si professa razionale e religioso credente (pag. XXVII).
"Uno degli scopi che mi sono prefisso è spingere ogni lettore ad affrontare questa presunta contraddizione (di programmare un essere intelligente), assaporarla, capovolgerla, smontarla, sguazzarci dentro, così da emergere infine con una nuova capacità di scavalcare il baratro apparentemente invalicabile tra il formalizzato e il non formalizzato, l'animato e l'inanimato, il flessibile e il rigido" (pag. 28). Presupposto dell'IA è una definizione preliminare dell'intelligenza naturale, come la riconosciamo, dove risiede. Quando ne individuiamo qualche tratto tangibile ci accorgiamo di descriverlo in termini logici: intelligenza è uscire dal compito che si sta facendo per osservarlo dal di fuori (pag. 40); al centro dell'intelligenza ci sono gli Strani Anelli, cioè il ritrovarsi al punto di partenza salendo o scendendo i gradini di qualche gerarchia; compaiono nella forma di regole che cambiano se stesse, o di regole ricorsive che generano disegni infiniti e incapsulati dalla trama imprevedibile anche se obbligata (pag. 164); la complessità dell'intelligenza fa ritenere impossibile per essa una base di cose rigide ed elementari, che però ci sono, e ci devono essere per evitare i regressi all'infinito. È "al livello in cui i pensieri sono prodotti in base a una legge fisica che crolla il paradosso di Carroll" (pag. 184), quello di una regola che per essere applicata ha bisogno di una regola che spieghi come si applica.
"Scopo principale del libro (è perciò) indicare quale tipo di rapporti ci sono tra il software della mente e l'hardware del cervello" (pag. 329). O per lo meno indagare "se la mente, che costituisce il livello più alto, possa essere compresa senza comprendere i livelli inferiori del cervello, dai quali essa dipende e non dipende. C'è una 'paratia stagna' tra certe leggi del pensiero e le leggi inferiori che regolano l'attività microscopica delle cellule del cervello? oppure è impossibile districare i processi del pensiero, individuandone sottinsiemi nitidi e modulati?" (pag. 335). L'ipotesi essenziale dell'IA è "che l'intelligenza può essere una proprietà del software, con proprie leggi di alto livello, che dipendono dai livelli inferiori e tuttavia sono 'separabili' da essi" (pag. 389).
Per confermare questa ipotesi si intraprende un lungo viaggio all'interno del cervello (cap. XI e XII) e dei calcolatori (cap. X, parzialmente V e XIII, e passim). I calcolatori sono una gerarchia di livelli, dai circuiti e dai linguaggi macchina su per i linguaggi assemblativi, i compilatori, gli interpreti, i linguaggi evoluti, i sistemi operativi, ogni livello pur se in ultima analisi dipendente dall'hardware con una propria logica indipendente. Non si dice a un calcolatore come gestire i propri circuiti; se gli si dice di modificarli non capisce, ma se gli si dice di modificare il programma in base a cui lavora lo fa. Nel cervello, ricordatane la struttura e gli esperimenti sulla localizzazione dei processi cerebrali, si è portati a individuare una analoga gerarchia, anche se meno fisicamente fissata. I simboli ad esempio, definiti come la realizzazione circuitale dei concetti, sembrano appartenere all'hardware, ma sono forse reti variabili e parzialmente e variamente sovrapposte di neuroni con particolari strutture di attivazione, sono già una parte separabile dal sostrato fisico.
Un'immagine che piace all'autore è quella di una colonia di formiche, nessuna delle quali può possedere tutte le informazioni necessarie per costruire il formicaio, ma che muovendosi collettivamente a sciami di composizione variabile portano a buon fine l'impresa. O quest'altra: un uomo non può rispondere alla domanda quanti globuli rossi ha prodotto quest'oggi, anche se la sua vita dipende da tali fenomeni; ma può discutere e adottare diete e medicine che influenzano quel livello inaccessibile.
La sfida dell'IA è costruire un sistema che accetti un livello di descrizione e ne ritorni un altro. Ma questo è anche il principio della vita. Nel cap. XVI è presentato un sistema formale che riassume alcune idee della genetica molecolare. Il DNA è una stringa interpretabile a diversi livelli: contiene il programma per l'attività cellulare, i dati manipolati dagli enzimi, il linguaggio trascritto dall'RNA. L'intero meccanismo cellulare, con la trascrizione e trasmissione del codice genetico da un filamento di DNA che indirettamente dirige la sua autoreplicazione è proiettato sulle interpretazioni e sulle codifiche del teorema di Gödel, scelte proprio appositamente in vista di questa presentazione. Dunque il teorema di Gödel "non ci impedisce di riprodurre il nostro livello d'intelligenza mediante programmi non più di quanto impedisca la riproduzione del nostro livello d'intelligenza mediante la trasmissione dell'informazione ereditaria contenuta nel DNA seguita dall'educazione" (pag. 766).
Certo ci va anche un contesto; può il DNA evocare un fenotipo senza essere inserito in un contesto chimico appropriato? La risposta è un no possibilista, inserito in una approfondita discussione del significato (cap. II, III, IV, VI). I critici di Hofstadter (E.
Rothstein su "New York Review of Books", 6 dicembre 1979, pp. 34-39, J. Searle, ivi, 29 aprile 1982, pp. 3-6) ne denunciano la illusione basata sulla sottovalutazione del significato, come tramite dell'intelligenza. Ma l'autore sviscera l'argomento, proponendone naturalmente una definizione che lo renda trattabile, in termini di traduzioni e codifiche. Un filamento di DNA lanciato nello spazio è un messaggio che ha più probabilità di suggerire il tipo di contesto, chimico che richiede per la sua decodifica, di quanto non ne abbia un disco con il "Paesaggio Immaginario n. 4" di J. Cage.
La storia e il presente dell'IA, da Turing al gioco degli scacchi alla traduzione automatica sono discussi nei cap. XVIII, XIX e XX, ma detto questo ci accorgiamo di non aver ancora neanche sfiorato la struttura del libro. La ragione delle centocinquanta riproduzioni di Escher sarà plausibile, a chi conosce questo artista, in un libro tutto percorso da Strani Anelli e gerarchie aggrovigliate; così come la presenza di Magritte. Quella di Bach, dei suoi canoni, contrappunti e fughe come esemplari di Strani Anelli e processi ricorsivi, sembra più forzata (anche a giudizio di chi è competente). La musica svolge un ruolo efficace invece nella discussione del significato, con dischi, solchi, onde sonore, grammofoni che esplodono su certi dischi autoreferenziali, una teoria 'juke-box' del significato.
C'è un gran divertimento in questo libro, e una fantasia irrefrenabile; chi lo dice che non ci si può più divertire a scrivere libri? Ogni capitolo è preceduto da un dialogo in cui gli argomenti sono introdotti in forma di metafora; sul modello di L. Carroll, questi dialoghi spesso surreali sono popolati da Achille, La Tartaruga, Zenone, granchi e formichieri. Nel testo, un'orgia di giochi linguistici, anagrammi, acronimi, codici segreti, a esibire la presenza universale del fenomeno dell'autoriferimento; qualche volta, bisogna dirlo, quanto si esagera si scende al livello della "Settimana Enigmistica"; libere associazioni nel nome di Gödel, anche quando sono proprio solo metaforiche. Ma l'autore, come si dice, ci crede, e fa di tutto per comunicare il suo entusiasmo al lettore insieme alla sua scienza. Crede anche allo Zen, e ci propone i 'koan' che "sono arguti, ricaricano, seducono" (cap. IX e passim); lo Zen diffida delle parole per imprigionare la verità, lo Zen è olista, e riconosce il limite. Tuttavia sembra un po' ardito accostare il messaggio "se uno di voi ha un occhio solo vedrà il fallimento da parte del maestro" con la necessità di adottare la doppia lettura tipografica e aritmetica delle formule logiche.
Complimenti ai traduttori e a chi ha curato l'edizione di questa opera che è perfetta; deve essere stata una fatica improba, dal punto di vista intellettuale ed editoriale, ma ne valeva la pena; a parte la curiosità di un libro che come uno Strano Anello si chiude sul suo inizio, il tema è cruciale. Per più di duemila anni il pensiero è stato bloccato dal paradosso del mentitore, adesso Hofstadter ci guida per mano su e giù per gerarchie aggrovigliate dove impariamo come nasce l'intelligenza e la vita. E non ci è voluto neanche molto. Sono passati cinquanta anni dal 1931.
Cecità di José Saramago
In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
Musicofilia di Oliver Sacks (biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Sacks )
Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all'incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: "Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo. Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio". Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo stupefacente esempio, spiega Sacks, è solo una particolare variante del prodigio di "neurogamia", che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso "si sposa" a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica. Presentando questo e molti altri casi con la consueta capacità di immedesimazione, Sacks esplora la "straordinaria forza neurale" della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello.
Chiedi alla polvere di John Fante
""Chiedi alla polvere" è un romanzo costruito su tre storie. Prima: un ventenne sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa. Seconda: un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico. Terza: un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e cerca di sposarla. Il tutto a bagno nella California. Immaginate di fondere le tre storie facendo convergere i tre ventenni (lo scrittore, il cattolico, l'italoamericano innamorato) in un unico ventenne e otterrete Arturo Bandini. Fatelo muovere e otterrete "Chiedi alla polvere". Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale". (Alessandro Baricco)
"Cosí l'ho intitolato "Chiedi alla polvere", perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro". (John Fante nel Prologo a "Chiedi alla polvere")
18:18
Scritto da : gio_si
in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0)
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12/03/2008
Link vari
Sito Facoltà : http://www.med.unifi.it/
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Materiale didattico ondine: http://www.med.unifi.it/didonline/corsi.htm
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Servizi online studenti: http://stud.unifi.it:8080/
Diritto allo studio: http://www.dsu.fi.it/
La Community degli Studenti Fiorentini : www.studenti.fi.it
Qui,invece, metto dei link di vario genere, a mio parere, interessanti:
Musica:
http://musicovery.com/index.php?ct=us
Cultura:
http://www.hideout.it/index.php3
http://www.scienzagiovane.unibo.it/riviste.html
http://www.italica.rai.it/cinema/index.htm
http://www.sapere.it/tca/minisite/scienza/secoloscienza/m...
Fotografia:
http://www.elliotterwitt.com/lang/index.html
http://www.willypuchner.com/en/home_englisch.htm
http://www.floriasigismondi.com/
http://art.dada.it/newton/home.htm
Non ha bisogno di presentazioni.....
http://www.medicisenzafrontiere.it/?gclid=CJ6MvMf0h5ICFR3...
16:45
Scritto da : gio_si
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